Aversa. Le due facce non sono quelle dell’orologio! Una menzogna raccontata nei secoli

Come mi ripete sempre l’amico Romualdo Guida, la ricerca scientifica non è altro che studiare con curiosità, ponendosi domande, leggere con spirito critico. Quando qualche anno fa scrissi che le due “facce” degli Aversani non erano quelle dell’orologio ma altre fui preso per pazzo. Ma quando si cerca con caparbietà le prove di ciò che si afferma vengono sempre alla luce.

Secoli di “oscurantismo” ci hanno relegato ad avere due facce come quelle dell’orologio, come Giano Bifronte, ad essere “facciastuorti” come si dice nell’agro. Insomma bistrattati e messi alla berlina come gente che sa parlare solo alle spalle.

Orbene da tempo abbiamo ripetuto e documentato che le due facce invece sono quelle della testa coronata di figura femminile di cui al bassorilievo scolpito nell’arco marmoreo voluto da Annecchino Mormile nel 1500 e non certamente quelle dei due quadranti dell’orologio settecentesco. In vero questa è una cognizione che tutti gli Aversani dovrebbero apprendere per non trasmettere ai posteri una menzogna sostituita alla vera storia Aversana.

La testa coronata con due facce non rappresenta le colpe degli Aversani ma rappresenta le loro doppie virtù. La testa coronata a due facce guarda ad oriente e ad occidente, nell’universo dell’eterna alternanza tra bene e male, maschio e femmina, notte e giorno, bene e male.

Dunque la prova provata viene leggendo la targa marmorea posta sulla parete esterna di uno stabile in Via Orabona dove, nell’anno Domini 1640 si parla di “STARZA DELL’ARCO” . Dunque si parla di arco (cioè quello del Mormile) già nel 1600 e non è possibile dunque che le due facce si riferissero a quelle dell’orologio posto sopra all’arco di Porta napoli terminato solo nel 1776.

Infatti la costruzione dell’arco di Porta Napoli iniziò nel 1712 con l’attuale campanile, a pianta quadrangolare, con massiccio basamento in piperno bugnato e due ordini superiori con lesene doriche e ioniche. Nel 1776 Giacomo Gentile – qualcuno dice architetto Aversano, altri dicono “Mastro Muratore” – completò la struttura con la costruzione dell’arco sormontato dall’orologio, realizzati con lo stesso materiale e stile della torre campanaria, che venne così, collegata all’ingresso dell’Annunziata. In effetti dalla simbologia scolpita sull’arco,  ben espressa e non celata dallo stesso Gentile, si deduce che egli era si “Mastro Muratore” ma inteso molto probabilmente come “Gran Maestro”. Compassi, sole, luna, stelle ad otto punte, scale e colonne descrivono chiaramente la ricostruzione simbolica di un “tempio di Salomone” (vedi video Misteri Aversani sotto)

Dunque quelle delle due facce dell’orologio sono una bugia storica che va fermata e non va tramandata ai posteri. Le nostre due facce invece hanno in testa una reale corona e sono simbolo di virtù e non colpe.

di Stefano Montone


 

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