Morte Italia Dell’Aversana, l’appello dei familiari: “Chi sa, parli!”

Le famiglie Dell’Aversana e Lamberti, in questi giorni stanno chiedendo aiuto a tutti coloro i quali sanno ed ancora non si sono fatti avanti per ricostruire tutti i momenti salienti del terribile omicidio di Italia, la donna che mentre si recava a lavoro, nel tentativo di scippo da parte di alcuni balordi, dagli stessi è stata travolta ed uccisa (leggi qui).

frame-video-auto-assassini-dellaversana-1Il processo presto approderà in appello, perchè in primo grado uno dei due uomini coinvolti è stato assolto, per insufficienza di prove a suo carico, pare, perchè i filmati non erano del tutto schiaccianti e alcune testimonianze sono state ritrattate. Questa omertà in città è un fatto gravissimo. Non si può consentire che chi è colpevole la faccia franca a tutti noi o ai nostri cari sarebbe potuta capitare la stessa sorte, per questo è giusto farsi avanti con gli inquirenti con la famiglia Dell’Aversana e Lamberti, persone perbene ed oneste o con l’avvocato Filippo Trofino noto professionista che rappresenta la parte civile, vale a dire i familiari della vittima, uccisa senza pietà in quel terribile 6 ottobre per 20 euro circa.Lo scorso la direzione dell’ospedale Moscati, in cui Italia Dell’Aversana lavorava come dirigente amministrativa, è stata esposta una targa commemorativa in suo onore (guarda qui).

Questo l’appello dei familiari: “CHI SA PARLI! Fra pochi giorni il 6 ottobre, ricorre il primo anniversario dell’efferato assassinio di Italia Dell’Aversana-Lamberti. Le solleciti indagini condotte dalla locale Arma dei Carabinieri portarono all’arresto di due balordi dei quali uno fu riconosciuto colpevole e condannato all’eragostolo mentre l’altro il giudice non ritenne sufficienti le prove addotte anche perchè non supportate da alcuna testimonianza e lo assolse per insufficienza di prove, come si diceva una volta. Il Giudice ha giudicato secondo coscienza per cui rispettiamo la sentenza e aspettiamo ancora le motivazioni anche se non ci soddisfa perchè a nostro avviso ci sono delle sottovalutazioni di alcuni elementi. Quello che più ci sconvolge  di questa tragica vicenda è il fatto che la nostra cara congiunta Italia è stata ammazzata in pieno deserto: in via Costantinopoli. Era il 6 ottobre 2015, una mattina di sole intorno alle 7:30-7:45,  non c’era nessuno, non un passante, non una automobile di passaggio, nessuno ad aprire un negozio tranne una commessa all’interno di una salumeria, nessuno a prendere un caffè e uno solo che abbia visto qualcosa: in giudizio non ricordava più niente aveva perso la memoria. Una donna, madre di famiglia, mentre si reca a lavoro viene brutalmente ammazzata tra l’indifferenza generale di mattina presto in pieno centro. E nessuno ha visto niente. E poi ti arrivano voci di quinta, sesta mano e ti raccontano che la macchina, che di colpo, che il corpo, etc etc e quando cerchi di approfondire ti scontri con un muro di gomma. Questo non è accettabile perchè significa rinnegare ogni valore di umanità e di solidarietà perciò convinti che nessuno ha un cuore così gretto e meschino da richiudersi nel proprio egoismo lanciamo questo appello: chi sa, chi ha visto parli, si metta in contatto con noi”.   

Christian de Angelis

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