Aversa. Lesioni a danno dell’ex moglie: domiciliari e braccialetto elettronico per un 46enne

Il 18 settembre 2017, la Procura della Repubblica di Napoli Nord delegava le forze dell’ordine per l’esecuzione della misura cautelare in carcere, emessa dal Gip R. Coppola su conforme richiesta dell’ufficio inquirente nei confronti di Antonio Pesce, 46enne di Villaricca, ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate in danno della ex moglie G.E.. L’attività d’indagine condotta ha preso spunto dal ricovero della persona offesa, avvenuto nel mese di agosto di quest’anno dove gli venivano riscontrate delle gravi lesioni.

La donna, opportunamente ascoltata dal personale specializzato, riferiva di essere stata malmenata dal marito. La vittima asseriva altresì, di essere stata già vittima di aggressioni da parte dell’ex marito. Inoltrata la comunicazione di reato alla Procura della Repubblica, il P.M. titolare delle indagini conferiva delega alla P.G. che accertava effettivamente che la vittima aveva fatto ricorso diverse volte alle cure ospedaliere, per traumi e contusioni di vario genere. Veniva quindi posta in essere una approfondita attività di indagine che portò gli inquirenti ad emettere l’ordinanza di arresto dell’uomo, avvenuto a Roma dove si trovava per lavoro. Ieri è stata emessa la sentenza con la quale il Gip dr. Coppola del Tribunale di Napoli Nord, stabiliva la revoca degli arresti in carcere accogliendo, quindi la richiesta del collegio difensivo dell’imputato, composto dal noto avvocato Vittorio Caterino e Maria Griffo.

Il Giudice, dopo l’udienza avvenuta presso il Carcere di SMCV, dopo aver ascoltato l’interessante arringa difensiva è giunto alla decisione di disporre gli arresti domiciliari del 46enne, in una abitazione di Roma, di proprietà di un uomo originario di Aversa, e l’uso di un braccialetto elettronico. Pesce, non aveva accettato la fine della relazione con la compagna,continuando ad avere un comportamento nei confronti della donna, con condotte reiterate, cagionandole un perdurante stato d’ansia ed ingenerandole un fondato timore per la propria incolumità. L’uomo si rendeva altresì responsabile di un’aggressione nei confronti dell’ex moglie, perpetrata il 7 agosto del 2017. Se Pesce non dovesse rispettare l’ordinanza, ritornerebbe subito in carcere, ma secondo la difesa e il Giudice, l’uomo pare abbia intenzione di buttarsi alle spalle questa vicenda e non ripete più questi errori, tanto che ha da tempo intrapreso un’attività lavorativa a Roma. Christian de Angelis

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Redazione

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