Aversa. La confessione choc: “Molestata dal prete a 13 anni”

Un altro racconto, un’altra testimonianza che parla di violenze sessuali messe in atto da prelati. Questa è la storia di Maria (nome di fantasia) che ha voluto raccontarci le molestie subite in tenera età.

“Siamo nel 1980. Frequentavo la mia parrocchia “San Giovanni Battista” Zona Savignano in Aversa guidata da don Rosario Grimaldi, originario di Succivo. Mi apprestavo a ricevere la prima comunione. Dopo la messa, entusiasta della mia fede, mi fermavo sempre in chiese. Un giorno, il parroco della parrocchia mi chiamò in sacrestia e lì successe una cosa sgradevole. Mi disse «avvicinati», e io lo feci. Mi strinse a lui. Voleva per forza baciarmi, io mi divincolavo ma mi toccava in vari punti del corpo. Presa dalla paura, scappai via. Passai notti insonni. Piangevo. Mi tenevo tutto dentro. Non ne parlai con nessuno. Quelli sono stati momenti terribili. Una bambina con una grande macigno dentro. Difficilmente andavo in parrocchia. Avevo paura del ‘mostro’. Qualche anno dopo, tornai a frequentare la chiesa. Lui mi prese per mano volendomi trascinare in sacrestia ed io, davanti a tutti, gli dissi di lasciarmi in pace. Da quel giorno decisi di non frequentare quella chiesa. Rimisi piedi all’interno solo dopo il suo pensionamento. Quando seppi della sua morte mi sono sentita liberata. Alla mia famiglia ho raccontato di questi episodi in età adulta provocando loro grande dispiacere lo raccontai solo a mia madre. L’unica cosa di cui mi pento è di non averlo denunciato ma quando si è piccoli è tutto più complesso. Ho conosciuto tanti preti onesti nella mia vita e credo di essere stata fortunata perché sono stata scaltra nello scappare ma poteva andarmi peggio. Questa triste vicenda mi ha condizionato tanto e me la porterò per sempre dentro di me. La mia visione visione dei preti e della chiesa è cambiata molto, fatta di uomini con le loro debolezze ma queste non sono debolezze sono deviazioni che vanno curate. Negli anni il caro Don ha continuato tranquillamente a fare del male a tante persone e seppi pure di una raccolta firme per mandarlo via che naturalmente il vescovo dell’epoca, Sua Ecc. Lorenzo Chiarinelli ignorò. La mia fede, che grazie a loro era persa, oggi è più forte di prima. Ho perdonato quel mostro perché era solo un malato ma non perdono l’omertà ed il muro di gomma che alza la cara chiesa e l’unica cosa che posso consigliare è denunciare il prima possibile queste mostri”.

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Redazione

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