Si scaldano con i ‘rifiuti’ ma pagano come se fosse metano

Consumano energia prodotta per lo più dai termovalizzatori, ma la pagano allo stesso prezzo del gas, con bollette che vanno alle stelle. A segnalare l’anomalia sono i consiglieri regionali della Lega in Emilia-Romagna, Emiliano Occhi e Fabio Rainieri, citando il caso di Parma dove “Iren ha sospeso il teleriscaldamento in 54 condomini a seguito di morosità legate all’aumento dei costi del servizio”. Una situazione di cui la Regione è pienamente consapevole e intende sollecitare il governo perché trovi una soluzione.

PER IL TELERISCALDAMENTO NIENTE SCONTI IN BOLLETTA

“I vari decreti del governo intervenuti per calmierare i rincari delle commodities hanno azzerato gli oneri si sistema e ridotto di fatto l’Iva al 5%. Purtroppo queste manovre fiscali non sono state adottate per il teleriscaldamento e si è determinato un vuoto legislativo. Essendo il prezzo del teleriscaldamento indicizzato al prezzo del gas-metano, questi sistemi non hanno potuto usufruire né della riduzione degli oneri né della riduzione dell’Iva”, spiega l’assessore regionale alle Attività produttive, Vincenzo Colla.

IL CASO DI PARMA

“A Parma la situazione è ancora più grave, perché qui solo il 44% del calore generato dal sistema di teleriscaldamento deriva dal metano, mentre la maggior quota è generata dal recupero di calore derivante dalla combustione dei rifiuti. Questa situazione penalizza i sistema di riscaldamento più virtuosi”, ammette Colla. “Nella conversione del decreto Aiuti-bis, abbiamo proposto anche l’abbattimento di Iva e oneri di sistema per il teleriscaldamento”, conferma dunque l’assessore. Perché “pensiamo che questo vuoto legislativo possa essere colmato”.

“CITTADINI VIRTUOSI PENALIZZATI”

“A volte i cittadini vanno nella direzione del risparmio e noi andiamo a colpirli con gli stessi costi”, replica la Lega. Il Carroccio chiede, dunque, un meccanismo strutturale per sensibilizzare le multiutilities perché le tariffe siano legate ai costi effettivamente sostenuti dalle famiglie e dalle imprese. La crisi energetica, del resto, tiene banco nel dibattito pubblico.

BONACCINI INSISTE: SUBITO UN TETTO AL PREZZO DEL GAS

“Noi insistiamo e insisteremo perché in Europa sia arrivi il prima possibile a un tetto al prezzo del gas“, ribadisce il presidente Stefano Bonaccini. “Stiamo per presentare il piano energetico regionale che metterà parecchi milioni di euro a disposizione del risparmio energetico, a partire dal fotovoltaico”, conferma il governatore. “Nessuna regione in Europa è in grado da sola di risolvere questo problema, ma possiamo dare un contributo di pressione aiutando il governo in Europa e mettere in campo misure che possono dare una qualche soddisfazione a chi oggi vive dei drammi”, assicura, ribadendo che l’Emilia-Romagna chiederà al nuovo governo di “darsi da fare, perché non vogliamo che passi l’idea che quelli che hanno più sanità pubblica, siano i più penalizzati per i costi energetici. Questo è davvero vergognoso”, protesta Bonaccini.

CARO BOLLETTE ANCHE PER ENTI DI FORMAZIONE

La capogruppo del M5s in Regione, Silvia Piccinini, richiama, inoltre, l’attenzione sulla difficile situazione dei centri di formazione. “Nello scenario di estrema emergenza che stiamo vivendo in queste settimane legato al caro energia, è giusto che la Regione assicuri attenzione anche ai centri di formazione professionale per evitare che le spese per i maggiori costi delle bollette ricadano sugli utenti“, ammonisce Piccinini. “Bene, quindi, che la Giunta abbia in programma a breve un incontro per capire quali strumenti adottare e come agire per cercare di limitare il più possibile i danni”, riconosce.

(Dire)

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