I Verdi ‘stoppano’ l’alleanza con il M5S di Conte

Il Movimento 5 Stelle nel gruppo dei Verdi europei? Da Europa Verde, il partito ecologista italiano, arriva un ‘no’ deciso. A elencarne i motivi sono i due portavoce, Angelo Bonelli e Eleonora Evi, in una conferenza in Sala Stampa estera.

Si va dai decreti Sicurezza di Salvini del 2018, varati durante il primo governo Conte, alle “promesse non mantenute sull’Ilva“, dai “condoni edilizi a Ischia” contenuti nel decreto Genova sempre durante il primo esecutivo guidato dall’avvocato del popolo, ai rapporti di quest’ultimo con Bolsonaro e Donald Trump il quale coniò l’ormai iconico ‘Giuseppi’.

Quindi il cosiddetto ‘Russiagate‘ e l’ambiguità dei rapporti leader pentastellati, come lo stesso ex premier ma anche l’allora ministro degli Esteri Luigi Di Maio, con Mosca.

Nel programma di governo redatto da Lega e 5Stelle infatti era contenuto il ritiro delle sanzioni alla Russia applicate dopo l’invasione della Crimea. A detta dei Verdi, pochi o nulli inoltre gli obiettivi raggiunti, dai due governi Conte, dal punto di vista della lotta alla crisi climatica. Non sarebbero infatti stati adottati provvedimenti “in favore delle politiche sulle energie rinnovabili” e questo avrebbe determinato “un rallentamento sul raggiungimento degli obiettivi 2030”.

Critiche infine anche alla gestione del partito fin dalla sua costituzione: secondo il partito ambientalista, il M5S è un partito autocratico, privo di democrazia interna in cui tutte le decisioni vengono assunte dal presidente e dal garante. A dispetto della tanto decantata ‘democrazia diretta’.

“Per tutti questi motivi – ha detto Bonelli – esprimiamo un parere fortemente contrario al loro ingresso nel gruppo europeo. Un conto è costruire relazioni politiche, altro è condividere la stessa casa. Parliamo di un movimento che ha smentito se stesso in tutti i modi possibili, prima alleandosi con la Lega, poi con il Pd. Prima ha strizzato l’occhio alla destra populista di Trump e Bolsonaro poi si è detto portatore dei valori del progressismo. Parliamo di tutte cose accadute non venti anni fa. Sollecitiamo quindi tutti gli eurodeputati del gruppo a un esame approfondito del Movimento, della sua organizzazione”, ha concluso il portavoce di Europa Verde.

(Dire)

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Redazione

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