A Caivano l’orrore per Fortuna è una ferita ancora aperta

Uccisa a sei anni perché si era ribellata all’ennesima violenza sessuale.

Risale al 2014 l’omicidio di Fortuna Loffredo, l’orrore che, per primo, concentrò i riflettori della cronaca nazionale sul Parco Verde di Caivano, e che è stato rievocato più volte dopo la scoperta degli abusi di gruppo sulle due cuginette.

Una ferita ancora aperta che la gente e il parroco don Maurizio Patriciello ricorderanno anche domani alla premier Giorgia Meloni, per sottolineare quanto poco sia stato fatto, nei 9 anni dopo quel delitto, per alleviare le condizioni di degrado e abbandono del quartiere.

Fortuna Loffredo fu scaraventata giù dall’ottavo piano del palazzo dove abitava da Raimondo Caputo, un vicino di casa che da tempo abusava della bambina. Per quel delitto l’uomo è stato condannato in via definitiva all’ergastolo; la Cassazione ha confermato anche i 10 anni inflitti in primo e secondo grado a Marianna Fabozzi, la compagna di Caputo.

I due tentarono inizialmente di accreditare la tesi dell’incidente, ma le indagini – rese più complesse dal clima di omertà nel quartiere – svelarono ben presto una realtà diversa. La famiglia di Fortuna era già stata segnata dal dolore il 27 aprile 2013 quando un fratellino della bimba, Antonio, di tre anni, era morto cadendo dal balcone. Per questo secondo caso Caputo e la Fabozzi sono finiti sotto processo e assolti nel 2021.Dal giudizio sull’omicidio di Fortuna emerse un quadro di ripetute violenze sessuali commesse da Caputo anche su altre due bambine.

Abusi di cui si vociferava nel Parco Verde di Caivano, ma che nessuno aveva avuto il coraggio di denunciare, anzi: l’indagine sulla morte di Fortuna fu costellata di tentativi di depistaggio e false dichiarazioni da parte di chi conosceva le persone coinvolte. Fu invece un’amichetta della vittima, sua coetanea, a raccontare agli inquirenti le violenze subite dalla piccola.

Grazie all’aiuto di don Patriciello la mamma di Fortuna, Mimma Guardato, si è trasferita da tempo in un’altra regione e sta costruendo una vita diversa per sé e per i due figli maschi.

Anche la madre di una delle due cuginette vittime del branco vorrebbe fare altrettanto, e ha chiesto alle istituzioni un aiuto in tal senso.

PARCO VERDE DI CAIVANO, RIUNIONE OPERATIVA IN REGIONE CAMPANIA

Si è svolta questa mattina a Palazzo Santa Lucia la riunione convocata dal Presidente De Luca per affrontare i problemi concreti emersi dalle vicende drammatiche del Parco Verde di Caivano e per mettere in piedi un programma di interventi per il Comune e il territorio. Hanno partecipato alla riunione il Viceprefetto di Napoli Stefania Rodà, il parroco Maurizio Patriciello, i dirigenti scolastici, per il Comune di Caivano il sub commissario prefettizio, l’Osservatorio degli psicologi, l’assessore all’Istruzione e Politiche Sociali Lucia Fortini, l’assessore alla Sicurezza e Legalità Mario Morcone, i consiglieri regionali Loredana Raia, Bruna Fiola, Paola Raia, Carmine Mocerino, per valutare tutti gli aspetti della situazione.

Sono stati innanzitutto approfonditi temi relativi al problema prioritario: quello della sicurezza sul territorio, imprescindibile per sviluppare qualsivoglia progetto. E poi le questioni relative al mondo della scuola, ai servizi sociali, ai programmi di riqualificazione urbana.

In merito alla condizione del centro sportivo vandalizzato e abbandonato, luogo della violenza di questi giorni, la Regione ha comunicato la propria disponibilità ad eseguire i lavori di ristrutturazione e ad assicurare anche la gestione diretta delle attività sportive e culturali che possono essere sviluppate nella struttura, al servizio in primo luogo dei ragazzi del Parco Verde.

Si lavorerà sui temi del lavoro, costituendo uno sportello ad hoc per i rapporti con le imprese, sulla formazione professionale e proseguirà l’impegnò nell’ambito del programma “Scuola Viva” per il quale i dirigenti scolastici presenti hanno espresso un grande apprezzamento per le attività formative e le possibilità di incontro con le famiglie che il programma consente con l’apertura anche pomeridiana delle scuole. Si definirà nel corso dei prossimi giorni l’impegno per la presenza degli psicologi, per la non riduzione degli istituti scolastici e la tutela, in particolare, di un istituto collocato nel Parco Verde.

Tutti i partecipanti hanno espresso l’auspicio che sulla vicenda Caivano vengano assunti da tutte le autorità impegni concreti e importanti per il risanamento del quartiere e lo sviluppo della città.


La Regione ha ricordato gli impegni assunti in questi anni svolgendo anche un lavoro di supplenza rispetto ad altre istituzioni, facendosi carico di problemi non di propria competenza (sicurezza, scuola, politiche sociali).

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Redazione

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