Olio extravergine adulterato, GdF sequestra 37mila litri

I Finanzieri della Compagnia di Cerignola hanno scoperto tre laboratori clandestini adibiti alla preparazione di olio extra vergine di oliva contraffatto ed adulterato e sequestrato oltre 37.000 litri di prodotto illegale.

Durante le attività di controllo economico del territorio, individuate, in aree diverse dell’agro cerignolano, tre capannoni in cui vi era la produzione di olio poi commercializzato come extra vergine di oliva.

In realtà proveniente, come hanno documentato le analisi svolte dal personale dell’A.R.P.A. Puglia, da una miscelazione di olio di semi di girasole ad alto contenuto di acido linoleico con aggiunta di sostanze coloranti, come clorofilla e betacarotene in misura superiore ai limiti ammessi per gli oli destinati al consumo alimentare.

La miscela veniva poi confezionata in taniche e lattine sulle quali erano apposte indicazioni attestanti la qualità extravergine del prodotto, per essere poi commercializzate.

Nel corso delle operazioni, sequestrati tutti gli strumenti e le attrezzature utilizzate per il confezionamento, imbottigliamento e miscelazione dell’olio d’oliva contraffatto tra cui 15 cisterne della capienza di 10.000 lt. e 1.000 lt., pompe aspiratrici, imbottigliatrici multiple, colini, etichettatrici, soffiatrici e miscelatori unitamente ad oltre 23.000 lattine da 5 lt. recanti indicazione “olio extra vergine di oliva”.

3 persone segnalate alla Procura della Repubblica di Foggia per le ipotesi di reato di commercio di sostanze nocive e vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, di cui n. 2 anche per violazioni amministrative rela-tive all’assenza di indicazioni sulla tracciabilità dell’origine e della qualità del prodotto alimentare.

Le attività della Guardia di Finanza a contrasto dei fenomeni fraudolenti che colpiscono la filiera agroalimentare si innestano nella necessità di salvaguardare i consumatori finali che acquistano i prodotti nella convinzione della loro sicurezza e genuinità e nel contempo nell’esigenza di tutelare il tessuto produttivo italiano e le imprese che rispettano le regole.

L’olio tra siccità ed aumento dei prezzi

Sempre più incerto e a rischio, per le condizioni climatiche e la siccità che cresce, il Made in Italy in agricoltura.

Le regioni meridionali sono quelle caratterizzate da incessante allerta.

Nel Mezzogiorno si concentra la produzione di agrumi (99% delle superfici coltivate), olio d’oliva (81%) e grano duro (73%) per pasta e pane “made in Italy”.

L’aumento delle temperature e la scarsità d’acqua mettono a repentaglio la produttività anche dell’olio, su terreni che spesso sono già impoveriti da anni di agricoltura intensiva.

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Redazione

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