Stop assistenza diabetici, Dello Iacovo: “Distretti sanitari dispendiosi e non autorizzati”

L’annuncio dell’Asl Napoli 2 Nord di voler allestire quattordici distretti sanitari attraverso i quali garantire quell’assistenza ai diabetici impedita ai nostri centri privati dallo stop imposto ai contratti di servizio di diagnosi e cura, ci lascia di stucco”. A dirlo è la dott.ssa Claudia Dello Iacovo, responsabile dei centri di diabetologia di FederLab Campania, l’associazione maggiormente rappresentativa dei centri polispecialistici privati.

L’Asl – spiega Dello Iacovo – non ha in organico i diabetologi indispensabili per il funzionamento di tali distretti. Si tratta di figure professionali fondamentali che, di conseguenza, dovrebbero essere assunte dalle graduatorie di specialistica ambulatoriale. Figure che però, una volta in servizio, verrebbero a costare la bellezza di un milione e 100mila euro annui solo per poter garantire le visite di specialistica. Un esborso a dir poco enorme e dispendioso”.

Di contro, prosegue la Dello Iacovo: “messi assieme, tutti i nostri centri privati ambulatoriali sono in grado di erogare, al costo annuo complessivo di un milione e 300mila euro, non solo le visite di specialistica (pure sbandierate dall’Asl), ma anche i servizi di oculistica, di nefrologia, di cardiologia; le analisi cliniche, la diagnostica strumentale (elettrocardiogramma, ecografia all’addome, ecocolor doppler, elettromiografia, florangiografia e laser terapia, ecc. ecc.)”.

Praticamente “il pacchetto completo, cui andrebbe ad aggiungersi, in maniera completamente gratuita, pure l’accesso ai presidi diagnostici terapeutici”. Inoltre, sottolinea ancora la dirigente di FederLab Campania, “quei distretti necessiterebbero di un’autorizzazione all’esercizio dell’attività, ai sensi della delibera di giunta regionale numero 7301 del 2001, che allo stato ancora non c’è, con l’unica conseguenza di dover sballottare i malati da un ospedale all’altro”. Insomma, conclude Dello Iacovo: “l’Asl, che abbiamo già diffidato, ci ripensi. Torni sui propri passi e ci consenta, almeno fino al completamento delle operazioni di accreditamento, la possibilità di poter assistere i pazienti diabetici che abbiamo in cura nei nostri centri così come abbiamo sempre fatto da dieci anni a questa parte”.

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